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FASE 3: le difficoltà per arrivare in vetta

Mi svegliai alle 2.25 del mattino seguente con la stesso entusiasmo di un bambino la mattina di natale. Illuminato solo da torce ad olio ci siamo preparati con tutto l’equipaggio necessario, includendo ovviamente il mio abito Traiano…

La scalata del Monte Bianco è un percorso che prevede di raggiungere 3 vette differenti, con un dislivello complessivo di 1.200m . 

Durante il nostro tragitto, vedemmo in lontananza alcuni degli scalatori che ci avevano beffeggiato la sera presente. “Sei un pazzo, pazzo” riecheggiava nella mia testa. Non ascoltai a queste parole e continuai a camminare, passo dopo passo, più determinato di prima. Ero certo che le caratteristiche tecniche del mio abito mi avrebbero supportato e non mi avrebbero deluso. 

The final climb is a sheer cliff of ice and boulders. Using ice axes and crampons, we inched our way up the last peak, battling zero visibility and intense winds. After five hours (around 09:00) we reached our goal, the summit of the mountain. Surprisingly, I didn’t feel the same emotions that climbers often describe when reaching the top. I wasn’t exhausted or overwhelmed with emotion. Instead I can only convey a level of extreme accomplishment that can rival passing the bar or finishing a marathon. I looked down at my attire and felt a burst of pride; it was in absolute perfect condition.

On the descent I was riding my wave of adrenaline. We encountered a new group of foreigners heading up the mountain who insisted on taking pictures of us in our suits. Confused they asked, “You look very elegant, but what’s going on?” I simply handed them a business card and carried on.